In strada, per una società più giusta

A Modena le pratiche seguite nel 2012 dallo sportello dell’associazione Avvocato di strada (che ha sede presso il Centro di accoglienza Porta Aperta) sono state 65, 18 nel 2011, 57 nel 2010, 44 nel 2009 e 53 nel 2008.

A livello nazionale, durante l’anno 2012 sono state aperte dai volontari di Avvocato di strada onlus 2.575 pratiche, registrando un aumento rispetto al 2011 (2.360 le pratiche aperte) motivato in larga parte dal perpetuare della crisi economica, che ha messo in ginocchio le categorie già fragili, oltre che a determinarne di nuove.

Se a volte i numeri dicono più delle parole, in questo caso, per spiegare l’impegno di una realtà che da 2 volontari di Bologna è arrivata, a partire dal 2000, a 700 volontari su tutto il territorio nazionale, i numeri non sono sufficienti per descrivere l’attivismo e la bellezza di un progetto come quello portato avanti dall’organizzazione di volontariato Avvocato di strada, il cui presidente, l’avvocato Antonio Mumolo, sabato 8 giugno, presso il Centro Famiglia di Nazareth, ha presentato insieme ai referenti dello sportello modenese Francesca Pecorari e Gianpaolo Ronsisvalle il Rapporto 2012 dell’associazione.

20130608_113307_resized_1«Per Avvocato di strada il 2012 è stato un anno molto significativo, che ha visto i nostri avvocati volontari impegnati quotidianamente sui tanti fronti aperti dalla crisi. Il Rapporto 2012rappresenta un segno tangibile del contributo dato da tanti volontari e cittadini comuni per la costruzione di una società più giusta, in cui tutte le persone sono davvero uguali davanti alla legge e tutti i diritti sono ugualmente tutelati» ha spiegato Mumolo.

Rispetto agli anni passati nel 2012 c’è stato un boom di pratiche relative al diritto dei migranti (45% del totale) dovute all’Emergenza Nord Africa; seguono le pratiche di diritto civile, che sono state 874 (34% del totale) e le pratiche di diritto amministrativo, pari all’11%. Diminuiscono le cause di diritto penale, che nel 2012 sono state 254, pari al 10% del totale. Nel 2011 erano state 356.

«Il progetto è nato nel 2000 all’interno dell’associazione “Amici di Piazza Grande” di Bologna di cui sono socio fondatore – h aggiunto Mumolo -: siamo in partiti in due e oggi siamo oltre 700 volontari con 32 sportelli attivi su tutto il territorio nazionale. In Emilia Romagna siamo presenti in tutte le città tranne Rimini e Forlì».

«A Modena siamo in una dozzina di volontari – prosegue Francesca Pecorari –. Ma gli utenti stanno aumentando molto e avremmo bisogno di altri volontari: l’obiettivo sarebbe quello di tenere aperto lo sportello una volta alla settimana (ora l’apertura è una volta ogni due settimane). Siamo più civilisti che penalisti e se fosse possibile, ci farebbe comodo il contributo di qualche penalista in più e/o esperto di diritto dell’immigrazione, poi chiunque voglia darci una mano è il benvenuto!».

Se si vince una causa, i soldi, tolte le spese vive e le tasse, vanno all’associazione: «abbiamo scelto di non fare una onlus normale, dove un socio potrebbe percepire un qualche tipo di utilità: siamo un’organizzazione di volontariato, che dopo un certo periodo diventa una onlus di diritto, dove il socio non può percepire alcuna utilità per la sua attività». Per Mumolo a causa della crisi gli utenti di Avvocato di strada sono raddoppiati ed è cambiata la tipologia dell’utenza. «Quando siamo nati, i nostri utenti erano per la maggior parte persone che vivevano in strada con problemi di povertà e/o di dipendenza e stranieri senza permesso di soggiorno. Adesso (e mi riferisco soprattutto agli italiani) vediamo lavoratori licenziati, pensionati sfrattati che finiscono per strada, imprenditori falliti, artigiani, tutte persone che possiedono una notevole capacità lavorativa».

A Bologna la percentuale di italiani è sempre stata tra il 40% e il 50% del totale degli assistiti e questo perché i Centri stranieri sono molto attivi. A Foggia, per richiamare una realtà del sud, l’80% degli assistiti dallo sportello di Avvocato di strada sono stranieri.

«Più si va al Nord più si allenta il legame famigliare e gli italiani per strada sono di più che al Sud, nonostante la maggiore povertà che da sempre caratterizza le zone meridionali da quelle settentrionali» spiega Mumolo.

«A Modena, dove siamo attivi dall’aprile del 2007, gli italiani che seguiamo sono sempre stati intorno al 20%. Un dato significativo – secondo Pecorari – che abbiamo registrato negli ultimi anni è piuttosto l’aumento dell’utenza femminile, sia tra gli italiani che tra gli stranieri».

«Quando abbiamo abbastanza forze a disposizione siamo noi che ci rechiamo nelle mense e nei dormitori per farci conoscere dalla gente che può aver bisogno del nostro contributo – ha concluso Mumolo – Prezioso è anche l’aiuto di persone che non sono avvocati: a Bologna abbiamo una ventina di volontari tra studenti, laureati in Giurisprudenza o in altre materie, che ci aiutano in un tante attività che vanno dalla gestione del nostro sito all’organizzazione di cene di autofinanziamento. Per me, questa attività rappresenta un’esperienza di vita bellissima, in continua evoluzione, come la vita che incontriamo ogni giorno per strada».

Per saperne di più sull’attività dello sportello modenese scrivere a modena@avvocatodistrada.it

 

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