Il gioco delle tre carte

Sui mercati azionari persi 230 miliardi. Si parla di miliardi di euro e giustamente la notizia fa sensazione, tanto da meritarsi i titoli di prima pagina su tutti i quotidiani online. La Borsa di Milano perde il 3,09%. E si tratta di soldi fitti che vanno in fumo, non solo per gli addetti ai lavori, non solo per gli appassionati di trading che si trovassero impegnati sul mercato azionario di cui si parla, ma anche per tutti i risparmiatori che abbiano sottoscritto quote di fondi di investimento o fondi pensione in qualche misura coinvolti nei mercati azionari. E’ davanti alle domande più importanti (perché? ma… cosa è successo?) che il mestiere del cronista diventa difficile, per uno che volesse farlo bene.

Già, perché, in effetti, non è successo assolutamente nulla.
Osserviamo il “contraccolpo delle indicazioni del presidente Ben Bernanke sulla prossima riduzione di stimoli monetari già alla fine di quest’anno” (www.ilsole24ore.com).
Prendiamo atto che “sui mercati finanziari domina la delusione dopo l’annuncio di Bernanke di andare verso la riduzione e stop agli stimoli nel 2014” (www.repubblica.it)
Ben Bernanke è il presidente della Federal Reserve (la banca centrale americana). Ieri pomeriggio ha detto che le cose vanno meglio, quindi pensa che l’anno prossimo le banche centrali potrebbero ridurre quella montagna di investimenti che stanno facendo per acquistare i titoli di Stato dei propri Paesi. Non abbiamo notizia se stesse tenendo una conferenza, o se lo abbiano intervistato al bar del circolo dove gioca a golf.
Ha detto così. Magari solo per ipotesi. Ma, Lui, è uno che – teoricamente – può decidere da un giorno all’altro di modificare l’assistenzialismo finanziario che ogni giorno riallinea gli equilibri delle banche internazionali e dei principali Governi.
Forse, però, nella realtà, nemmeno questo conta un granché.

La realtà è che la roulette dei mercati finanziari ha bisogno di spunti per muovere le sue speculazioni. Qualche parola a vanvera di un potente di passaggio è sempre una miccia preziosa per innescare movimenti. Domani, forse, qualcuno ci spiegherà che la notizia è – in realtà – “destituita di ogni fondamento”. La rassicurazione permetterà ai mercati di riprendere una “boccata di ossigeno” e qualcun altro si porterà a casa una buona fettina dei 230 miliardi che qualcun altro ancora, oggi, ha perduto.
Se oggi viaggiamo con automobili ipertecnologizzate e assai più complicate del calesse medievale, è inevitabile che anche il gioco delle tre carte con cui si imbrogliavano i gonzi all’osteria abbia subito qualche rielaborazione.

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