I progetti degli altri eroi / 2

Il percorso di avvicinamento di Note Modenesi alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prosegue con un’intervista all’uomo che più di tutti incarna i valori del centro-destra a Modena.

Si tratta di Carlo Giovanardi, terzo nella lista PDL al Senato in Emilia-Romagna,  alla sua settima legislatura in oltre vent’anni tra Camera (deputato con DC, CCD e UDC) e Senato (tra le fila del PDL).

Una volta eletto, quale nuova legge vorrebbe proporre in Parlamento? A quale proposta di legge vorrebbe lavorare direttamente?

Introdurre finalmente nell’ordinamento il cosiddetto Fattore famiglia, cioè parametrare il carico familiare a seconda del numero dei figli da mantenere. Ricordo che nella mia qualità di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per le politiche familiari del Governo Berlusconi, avevo introdotto nel Piano nazionale della famiglia questo progetto, cancellato poi, purtroppo, dal Governo Monti.

Da neo-parlamentare, quale legge vorrebbe vedere abrogata?

Non c’è dubbio che vada abrogata l’IMU sulla prima casa, che è un bene fondamentale per la famiglia.

Come ha recentemente spiegato la Banca d’Italia in un suo bollettino, la metà più povera delle famiglie italiane detiene il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco detiene il 45,9% della ricchezza complessiva. A suo parere, quali misure il Parlamento potrebbe adottare nei prossimi mesi per rendere più equo il sistema della redistribuzione dei redditi?

Vorrei citare un personaggio politico oggi di gran moda, ovvero Abramo Lincon, che nel suo decalogo, contrariamente a quanto avrebbero predicato tutti i marxisti del mondo, scriveva che è totalmente sbagliato colpire i ricchi per aiutare i poveri. Fermo restando che il nostro, giustamente, è un sistema di tassazione progressivo, dove  chi più guadagna più deve pagare, il vero problema del nostro paese è quello di aumentare la ricchezza da distribuire.

Purtroppo questo problema fatica a trovare una soluzione in un paese come il nostro, dove le grandi infrastrutture come la Tav vengono boicottate, la magistratura vuole chiudere l’Ilva lasciando a casa 20.000 operai, con i referendum si dice no al nucleare, le regioni si oppongono allo stoccaggio del gas e alle stazioni del petrolio, i rifiuti  invece di essere bruciati  vengono mandati con treni speciali in Germania dove vengono trasformati in energia a nostre spese, gli animalisti contestano gli allevamenti con lo slogan liberi tutti e altre situazioni del genere.

 Quali alleanze devono (o possono) essere fatte dal PDL, dopo l’entrata in politica del premier “tecnico”?

Il Pdl e la coalizione di centro-destra si presentano agli elettori, così come accade in tutti i paesi democratici del mondo per  vincere le elezioni in alternativa al suo maggior concorrente, che è la coalizione di centro-sinistra guidata  da Bersani.

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