Giro giro tondo, casca il mondo, tutti giù per terra

Credo che sia venuto il momento di raccontare cosa può succedere a una comune cittadina divisa fra lavoro e attività casalinghe, se un giorno accetta di fare la custode di una casa di campagna abbandonata, per salvarsi dalle spese di affitti e tasse sulla casa…

La mia avventura, che da quasi due anni è la mia quotidianità, inizia proprio così: incapace di mantenermi autonomamente fuori dal nido genitoriale prendo la decisione (assieme al mio ragazzo) di accettare la proposta di un signore in cerca di custodi per la sua grande casa coloniale abbandonata nelle campagne castelvetresi.
DSC_0864Dopo numerosi sopralluoghi caratterizzati da un misto di entusiasmo scatenato e avvilimento paralizzante (c’era tanto lavoro da fare prima di poter vivere in quel posto) abbiamo trovato il coraggio di cominciare i lavori. E in qualche modo ora quello è il nostro nido. Ci viviamo in 8: Io, il mio ragazzo, Brina il gatto, Branca-Menta il cane, Bruce e Vida le oche, Brodo e Bhrama le galline.
Oggi sono una persona diversa da quando quasi due anni fa ho fatto quella scelta, dettata dalle difficoltà economiche.
Essere alle prese con una casa scricchiolante, con un pezzo di terra che risponde a “misteriose” leggi cosiddette “della natura” e a qualche animaletto che, se ben curato, rende la vita più simpatica e complicata, mi ha regalato una nuova prospettiva su una serie di cose.

In questo blog vorrei mettere a disposizione dei lettori, il piacere di ri-scoprire delle ovvietà quasi genetiche che abbiamo dimenticato perché abituati a vivere in un ambiente super-accessoriato al fine di proteggerci dalla natura.
Sto imparando che sono rari i momenti in cui davvero dobbiamo proteggerci da essa. Sono più comuni le occasioni per trarne energia. Sto imparando che l’inesorabile discesa in cui ci sta facendo cadere la crisi economica ci farà toccare il fondo… un fondo fertile perché fatto di terra.
Beh, dare una gran culata per terra è ciò che di meglio può accaderci perché la nostra è una terra piena di risorse, proprio quelle risorse su cui i nostri avi hanno costruito le basi per fondare il mondo in cui viviamo ora.

Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra.

(è un augurio, non un destino terribile).

 

2 risposte a “Giro giro tondo, casca il mondo, tutti giù per terra”

  1. Grandissima Linda, se per un attimo ci liberassimo dalle sovrastrutture potremmo riscoprire cosa conta davvero e che non abbiamo bisogno di cambiare vestito ogni giorno per sentirci bene con noi stessi e nemmeno di postare su Facebook ogni cosa che facciamo ma ridare più importanza all’essere che all’avere e lo possiamo scoprire soltanto ripartendo dalle cose concrete.
    Ti seguirò volentieri ..
    ciao ciao

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