Giovani, Pd e Dil… (Delusione Interna Lorda)

In questi ultimi giorni abbiamo assistito allo spettacolo peggiore che la politica potesse darci. Se la parola peggiore sembra forte, passiamo in rassegna gli ultimi avvenimenti, dove a produrre la più alta percentuale di Dil (Delusione Interna Lorda) è stato il Partito Democratico.
Tra chi sta subendo la miopia cronica dei dirigenti dei partiti ci sono i giovani militanti, che hanno dedicato molto tempo, passione ed energie per sostenere il proprio partito e portarlo in Parlamento. Come si sentono questi ragazzi? Quale sentimento li scuote in queste ore? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro.

juriJuri Fontana, 30 anni
Mi sento deluso, ma non stanco.
Ogni anno spendo: 20 giorni nelle varie Feste del PD; svariati giorni per volantinaggi e banchetti, particolarmente in prossimità dei appuntamenti elettorali; tantissime energie dedicate ad ascoltare e discutere con amici e conoscenti.
La speranza è messa a dura prova, in queste settimane più che mai. A volte la rabbia prende il posto della speranza, soprattutto quando è evidente l’inadeguatezza della classe dirigente del partito che sostieni, e di come basterebbe davvero poco per ri-sintonizzarsi col proprio elettorato, ma questo non viene fatto. Fondamentale, dal mio punto di vista, è il non trattenersi dal criticare costruttivamente il proprio partito. Solo così la parola “spreco” non ha senso di esistere.

maddalenaMaddalena Zanni, 28 anni
Il mio impegno civico non si riduce a tempi d’agenda, lo pratico sempre, quando non lavoro.In occasione delle feste dell’Unità, su 20 giorni punto ad andare a 15. Poi finisce che li faccio tutti. A volte vado molto più lontano, per supportare altri volontari. Se ci credi fino a questo punto… amici, moroso e il resto passano quasi “in secondo piano”. Per questo mi sento umiliata e tradita dai miei dirigenti, credo abbiano perso il contatto con la realtà e non capiscano quali sono i segnali da dare ai loro elettori. Sono tre giorni che piango e piangono anche i volontari più datati di me. Ne incontro tanti, i quali mi dicono che hanno sprecato 30 anni della loro vita!
Io non la penso così. Non credo di aver sprecato il mio tempo. Sono i dirigenti a sprecare il loro tempo perché la chiave di questo partito è la sua base. Devono usare le loro energie a essere tra la gente, o almeno tra i dirigenti più giovani.

carmelo2Carmelo Zizzo, 21 anni
Fare militanza politica è un’esperienza che consente di entrare a contatto con storie ed esperienze differenti, di lavorare assieme per costruire qualcosa di bello, fresco, pulito. Non mi pento di aver presieduto un banchetto a Milano, ogni sabato sera dalle 21 alle 2 di notte, di aver fatto volantinaggio davanti alle scuole, le università, i luoghi di aggregazione sociale; non mi pento degli innumerevoli gazebo nei mercati al freddo, dei tentativi indefessi di convincere le persone, sopportando scherno e talvolta compassione da parte dei nostri interlocutori. Non mi pento di aver ridotto il tempo dedicato allo studio universitario e al conservatorio; non mi pento della mia scelta e di tutte le rinunce che essa ha comportato.
Non mi pento, ma mi adiro e mi indigno, per come tutto questo lavoro possa essere vanificato in un crocicchio di mosse strategicamente fallimentari, dilapidato da 101 figuri che perlomeno dovrebbero avere l’onestà intellettuale di palesarsi.
Non vuol essere questo uno sfogo autoassolutorio, un voler separare ancora una volta la base operosa e perbene dai dirigenti loschi e lassisti: tutti noi abbiamo la nostra parte di responsabilità per la situazione difficile (ed è un eufemismo) in cui ci troviamo. Occorrere però rispettare maggiormente il nostro impegno. Poiché se in questo partito non ci si ricomincia ad ascoltare, il “noi” in cui ho tanto creduto e per cui mi sono battuto getterà la maschera dinanzi alla meschina verità di un numero immenso di egoismi personali l’un contro l’altro armati.

beppe_variniGiuseppe Varini, 37 anni
Di tempo alla politica ne ho dedicato tanto negli anni, soprattutto in passato. Ora sono in disarmo, anche se potevo aspettarmi di ricevere delle delusioni (forse è pessimismo dell’intelligenza): l’Italia è un Paese che riserva grandi delusioni e ha la classe dirigente che si merita. Ad ogni modo penso anche che sia l’offerta politica a fare l’elettore e continuerò a sostenere il PD (sperando che sopravviva) perché le altre opzioni per non sono percorribili. Per quanto riguarda il tema dello spreco: la politica che ho fatto è stata senza dubbio vana, ma mi ha permesso di conoscere un sacco di persone interessanti di cui conservo la stima, e questo per me vale molto.
Insomma quel che è contato per me è stato il viaggio, perché quello che ho raccolto effettivamente è deprimente.

gessicaGessica Allegni, 30 anni
Sono delusa e stanca, faccio politica da quando avevo 17 anni, anni di volantinaggi, feste, volontariato… sacrifici fatti in nome di un ideale che ora ci stanno distruggendo. Ma non solo la vecchia classe dirigente ha fallito, come tutta la vicenda sull’elezione del Presidente della Repubblica dimostra, anche i cosiddetti nuovi, di ogni corrente, non mi sembrano all’altezza della situazione. Continuiamo a mettere i tatticismi e i personalismi davanti a tutto. Il rinnovamento che serve al PD non è tanto generazionale, ma di idee, organizzazione, elaborazione politica. Io voglio persone in gamba a guidare il mio partito e che non pensino solo a quale carriera faranno.

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