Falsi profeti

In questo primo mese di attività on line Note Modenesi ha cercato di porsi con uno spirito nuovo rispetto ai fatti della realtà locale senza per questo perdere di vista gli scenari nazionali e internazionali nei quali inevitabilmente si collocano. Diversi sono stati i temi trattati, le storie, i sentimenti.

Tra questi è stata messa sotto i riflettori la politica e i suoi protagonisti: i profili dei canditati in particolare quelli selezionati dalle primarie del PD, la campagna elettorale, il ruolo del web. Nel rileggere questi articoli che vi proponiamo sottoforma di dossier mi sono ricordato di un recente editoriale di Ernesto Galli Della Loggia segnalatomi da un amico. Al termine del suo intervento su “Gli equivoci dell’antipolitica” sentenziava: “Ma naturalmente poche cose sono così sicure come il fatto che, al centro come a sinistra, coloro che risulteranno eletti con il crisma salvifico della società civile, anche loro, alla fine, si adegueranno disciplinatamente ai vincoli e agli obblighi della politica. Anche loro obbediranno a quella regola suprema della politica che chi ha più forza, più potere, comanda: e poiché la gran parte dei cosiddetti esponenti della società civile di forza propria ne hanno poca o nulla, proprio essi – c’è da scommetterci – risulteranno in definitiva i più obbedienti (Ernesto Galli Della Loggia, 14 gennaio 2013 Corriere della Sera).

Al momento sembrano essere circa una ventina i canditati presenti nelle diverse liste etichettati come società civile. Non escludendo che siano stati scelti con la logica del casting rimangono aperte alcune questioni così sintetizzate: innanzitutto conviene maturare fin da subito la consapevolezza di essere minoranza politica, questo è il primo passo per elaborare una strategia politica e poi dei comportamenti individuali e collettivi coerenti, sia all’interno del parlamento e soprattutto sui territori. Se si considerano una lobby delle organizzazioni del cosiddetto terzo settore sono destinati alla insignificanza in quanto diventa palese che non hanno idee e strategie per l’intera società che invece dovrebbero rappresentare.

Agire come se quella che stanno vivendo è solo una tappa della propria vocazione (politica) e non come carriera. Da essi ci si aspetta che sappiano integrare testimonianza e politica, etica dei principi ed etica della responsabilità. Queste due etiche non sono, come si potrebbe cinicamente pensare, «antitetiche ma si comple­tano a vicenda, e solo congiun­te formano il vero uomo, quel­lo che può avere la “vocazione per la politica”». Questa interazione non è mai data per scontata e soprattutto comporta lavoro, creatività e soprattutto sacrificio. Queste tre caratteristiche sono correlate fra loro e soprattutto sono una costante. In caso contrario sono solo moralismo e colpo di teatro.

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