Essere cristiani in Siria in questi giorni

«Scrive Laila da Damasco e io la traduco, perché si sappia: Essere siriani in questi giorni significa che un terzo dei tuoi amati è sotto terra, un terzo in viaggio e un terzo ha paura di finire nel primo o nel secondo gruppo. Essere siriani in questi giorni significa piangere quando sei allegro e quando sei triste e quando nasci, ma sorridere quando muori».

de francesco  Così recita su facebook un post del 6 luglio di Ignazio De Francesco, religioso della Piccola Famiglia dell’Annunziata, islamologo, che è stato recentemente a Modena ospite del Centro di accoglienza Porta Aperta insieme all’antropologo Daniele Cantini, per una serata di riflessione durante la quale si è cercato di spiegare ai presenti cosa succede al di là del Mediterraneo, in Siria ed Egitto.

Tra i vari argomenti trattati nel corso dell’incontro, il pubblico ne ha voluto sapere di più sulla situazione dei cristiani in Siria, che come tutti sanno sono una minoranza.
Molto interessante la lettura dei fatti proposta a riguardo da Ignazio De Francesco, che ha vissuto per molto tempo a Damasco e ha potuto spiegare con estrema chiarezza e puntualità la situazione.

«La mia lettura dei fatti è che tutto è nato, nel marzo del 2011, dalla sollevazione della società civile, in particolare dei giovani siriani, per motivi del tutto condivisibili, civili nel senso più alto del termine – ha esordito De Francesco – Che questo virgulto iniziale sia stato poi sommerso, schiacciato, calpestato dal sopravvenire di attori ben più potenti, sia interni che esterni, non toglie che esso sia la verità più profonda ed autentica dell’intera faccenda. A questa verità semplice e profonda il regime ha risposto immediatamente con la pura opzione militare. Sparare e nient’altro. Ha deciso cioè molto consapevolmente di militarizzare subito il confronto, trasformandolo in un campo di battaglia. Le testimonianze in proposito sono indiscutibili (a chi volesse approfondire consiglio il numero di febbraio di Limes, dal titolo Guerra mondiale in Siria). Così facendo, il regime ha dato mostra della propria natura, dell’impossibilità cioè di riformarsi, trasformarsi da sistema dittatoriale in democrazia».

E per sopravvivere, si è presentato, era ovvio aspettarselo, come il difensore delle minoranze, prima fra tutte i cristiani.
Lo stato di polizia deve rimanere per la difesa dei cristiani. Grande tentazione per la nostra coscienza e cosa per nulla inedita nella lunga storia della Chiesa: quante dittature e tiranni abbiamo benedetto e considerato “provvidenziali”, a Est Ovest Nord e Sud del mondo? Basti guardare agli ultimi cento anni.

I crimini efferati che si stanno commettendo in Siria, anche dalla parte degli insorti, funzionano così come la prova migliore che un tiranno è necessario per quelle terre, e che i cristiani devono quindi parteggiare per lui e considerarlo come il Salvatore delle proprie sorti.
Fosse anche Nerone, i cristiani benedicono Nerone, se li ha presi in simpatia.
Ma la mia coscienza di cristiano può sopportare questa “capriola” nelle verità del Vangelo?”

Nell’aprile del 2012 Ignazio De Francesco scriveva da Il Cairo la notizia che riportiamo di seguito e che «considero la risposta diretta – afferma De Francesco – dall’interno della Siria, dalla generazione dei giovani cristiani che dovranno ricostruire il paese, insieme ai loro coetanei musulmani, alla domanda che qui vi pongo».
Nei giorni scorsi è giunta conferma della scarcerazione di Yara Shammas, un’attivista siriana cristiana arrestata due mesi fa a Damasco, e rinchiusa a Homs con l’accusa di sostegno ad attività terroristiche e di appartenere a un’organizzazione segreta. La Shammas, 21 anni, figlia di Michel Shammas, avvocato noto per aver difeso numerosi dissidenti, era stata fermata dai servizi di sicurezza lo scorso 7 marzo a Damasco assieme ad altri giovani attivisti. Del gruppo di nove, due rimangono ancora in carcere ma non si sa dove sono rinchiusi. Gli occhi timidi di Yara sono una risposta sommessa, quasi anonima, ma chiara e netta, a chi pensa che i cristiani infallibilmente benedicono Nerone, a patto che Nerone protegga i cristiani.

(Immagine in evidenza: particolare degli affreschi della Chiesa di Sant’Elia, Homs, Siria. Uno scatto di syrialooks via photopin cc)

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