E-commerce sì, e-commerce no. Consigli per muoversi in sicurezza tra le vetrine online

cover_internetAgli italiani piace usare internet e piace commerciare online. L’Istat nel report “Cittadini e nuove tecnologie – anno 2012” del 20 dicembre scorso ci dice che nel 2012 in Italia il 52,3% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 52,5% di quella di 6 anni e più naviga su Internet. Il numero di utenti di Internet è passato dal 51,5% del 2011 al 52,5% del 2012 e tra questi, i maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet sono i giovani tra gli 11 e i 34 anni. A crescere è stato anche l’e-commerce: nel 2012 il 28,2% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.

Mi fido, non mi fido, preferisco andare in negozio e toccare con mano, no è più comodo e conveniente acquistare tramite Internet: tutte le volte che parliamo di acquisti online noi consumatori ci schieriamo da una parte o dall’altra.

Da ottobre 2011 a settembre 2012, Adiconsum ha raccolto una media di 183 segnalazioni al mese fatte dai consumatori relative ad esperienze di commercio elettronico, per un totale di 2197 segnalazioni in 12 mesi , di cui 1666 relative al social shopping e 531 relative ad acquisti online. Questi sono i dati forniti dall’associazione sulla base delle segnalazioni pervenute alle due mail da essa attivate sul commercio elettronico (ecommerce@adiconsum.it) e social shopping (socialshopping@adiconsum.it).

“Modena si discosta molto dai dati nazionali – commenta il responsabile della sezione modenese Angelo Ferrari Valeriani – E’ un numero irrisorio, infatti, quello delle segnalazioni che ci sono pervenute nel 2012 relative all’e-commerce anche se i dati raccolti dall’associazione mostrano chiaramente che l’e-commerce italiano è di fatto ancora piuttosto inaffidabile”. Fare in modo di sapere chi è il venditore; controllare cosa si sta effettivamente comprando; controllare il prezzo; verificare le possibili modalità di pagamento; controllare date di consegna ed i relativi costi in caso di annullamento dell’ordine; verificare l’esistenza della garanzia; conservare ricevute e altri documenti d’acquisto; proteggere adeguatamente i propri dati personali sono i passaggi principali che compongono il vademecum di Adiconsum per acquistare online in sicurezza.

A livello locale, lo sportello telefonico S.O.S Truffa & C. nel 2012 ha ricevuto 387 segnalazioni di cui il 15% riguardava truffe online. “Ci sono stati dei problemi con acquisti effettuati e mai arrivati al destinatario su siti anche abbastanza noti come eBay, Amazon, Subito.it” spiega Renza Barani di Federconsumatori Modena, precisando che queste segnalazioni sono arrivate da persone fra i 35 e 45 anni. “L’anno scorso ci sono arrivate numerose segnalazioni relative al sito italia-programmi.net, che è stato chiuso, al quale, previa registrazione, ci si poteva collegare per scaricare gratuitamente software di diversa tipologia ma poi arrivava agli utenti via email una fattura di 96 euro da pagare.

Ci sono persone che hanno pagato e hanno perso quei soldi, mentre chi non lo ha fatto è stato martellato da email minatorie con minaccia di azioni legali. Quello che consigliamo sempre ai consumatori – afferma Barani – è di utilizzare metodi di pagamento più tracciabili possibili o con assicurazione in caso di mancato invio. Più in generale, per quanto riguarda le truffe online, ci sono arrivate segnalazioni di persone più mature che hanno chiamato dopo aver risposto a delle pubblicità di agenzie matrimoniali relative all’organizzazione di incontri con una promessa anima gemella che non si sono mai verificati perché l’agenzia in questione, pur dichiarandolo su internet, non forniva quel tipo di servizio. Abbiamo avuto anche casi, sempre in questo ambito, di persone che hanno effettuato l’accesso ad una chat di incontri che doveva essere gratuita, poi è arrivato loro un canone da pagare.

E’ necessario mettere in guardia i consumatori anche dal fenomeno del pishing che molti ancora non conoscono – conclude Barani – Attraverso le email civetta provenienti da istituti di credito, banche, posta, si cerca di carpire i dati delle persone per poter rubare loro dei soldi: abbiamo avuto situazioni in cui la persona ha fornito i propri dati e si è ritrovata ad esempio la postepay vuota. In questi casi bisogna subito fare la denuncia alla polizia postale”.

Download dell’articolo in formato epub per tablet.

 Immagine di copertina in licenza CC: “Internet open” di Blaise Alleyne.

Leggi anche: Il meraviglioso mondo dei coupon di Marcella Caluzzi.

Una risposta a “E-commerce sì, e-commerce no. Consigli per muoversi in sicurezza tra le vetrine online”

  1. Aggiungerei inoltre quanto sia importante accertarsi di acquistare da shop virtuali protetti da certificati SSL con “barra verde” di navigazione sul browser utilizzato. In questo caso la verifica effettuata è estesa, oltre che al dominio, al proprietario del sito web stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *