Dove l’auto non conosce crisi

tokyo-salonDomenica scorsa ho accompagnato il mio fidanzato al Tokyo Auto Salon, una delle più importanti manifestazioni automobilistiche mondiali (o così mi dicono). Se lui ci doveva andare per lavoro, io ero in veste di pura accompagnatrice, perché di auto non so assolutamente niente, anzi sono una di quelle ragazze specializzate in figuracce con i meccanici. Il fatto di trascorrere buona parte della mia domenica nel tempio delle novità automobilistiche, circondata da fanatici e da povere ragazze scosciate non mi allettava troppo, ma devo ammettere che mi sono divertita e l’ho trovato perfino interessante, soprattutto perché ho avuto modo di scoprire una nuova area al di fuori del centro di Tokyo e per capire qualcosa di più sul Giappone.

Innanzitutto i numeri: in Asia gli Autosaloni stanno fortemente crescendo di popolarità, attirando un pubblico composto da sempre meno Vip e da un numero sempre maggiore di comuni mortali (forse aiutati anche dal primo weekend lungo dell’anno). Rispetto allo scorso anno l’evento di Tokyo è cresciuto in dimensioni: ampliato da 8 a 11 il numero di padiglioni e aumentata l’area espositiva da 54.000 mq a 72.000 mq, vi hanno preso parte in totale 452 espositori, con 802 veicoli e ben 3.608 cabine con l’offerta di accessori post vendita. Mi dicono che quest’anno la Toyota 86 è stata il modello più popolare, rubando la scena alla Nissan GTR che aveva dominato il Salone Automobilistico per molti anni.

In ogni caso, è la personalizzazione di queste auto che attira la maggior parte dei visitatori, che sbavano intorno ad accessori di cui ignoro qualsiasi funzione. Inoltre, non mancavano un gran numero di auto personalizzate e rese esotiche, di lusso o semplicemente tamarre da case non solo giapponesi ma anche europee e americane. Tra le più personalizzate: Audi, Ferrari, Lamborghini e Porsche. Tra le tendenze del momento: borchie ovunque, colori mat e soprattutto coperture in simil pelle al posto della classica vernice. Molte case d’auto ne hanno approfittato per presentare nuovi modelli, ma vi rimando a riviste specializzate per saperne di più.

Naturalmente, la più gettonata tra le attrazioni del Salone è stata il gran numero di ragazze che attirava l’attenzione di visitatori e fotografi al pari delle vetture esposte. Tuttavia, le ragazze non erano splendide e sexy come quelle dei saloni nostrani, anzi le ho trovate piuttosto bruttine. Qualcuno ci ha detto che molte fanciulle dei saloni precedenti sono emigrate verso altre professioni meglio retribuite (mogli del manager presenti, molto probabilmente..).

Dall’affluenza del pubblico e dai nomi presenti l’impressione è che almeno in Asia l’Auto o i suoi accessori siano ancora al top del mercato. Sicuramente fa piacere visitare una fiera organizzata alla perfezione, raggiungibile in treno e con la capacità di gestire in modo così ordinato un simile circo! All’anno prossimo!

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