Donne in transito

delia1Secondo le statistiche Istat elaborate nel report “I migranti visti dai cittadini” del Luglio 2012, i vantaggi di una società multiculturale sarebbero apprezzati dalla maggioranza degli intervistati.
Oltre il 60% dei presenti, infatti, si dichiara d’accordo con l’affermazione che «la presenza degli immigrati è positiva perché permette il confronto con altre culture». Ancora maggiore adesione emerge di fronte alla affermazione per cui «ogni persona dovrebbe avere il diritto di vivere in qualsiasi paese del mondo abbia scelto», che trova d’accordo l’80% degli intervistati.

Il 22 settembre 1998 all’età di 20 anni, Semira Adamu è stata uccisa, soffocata dai poliziotti con un cuscino durante l’imbarco forzato del volo Bruxelles-Lomé mentre si stava ribellando al rientro coatto in Nigeria, da cui era fuggita nel tentativo di scampare ad un matrimonio combinato con un uomo di 65 anni. La ragione del rifiuto d’acceso al territorio belga è che la Convenzione di Ginevra non prevedeva misure particolari per i casi di maltrattamento delle donne.

Semira è diventata così un simbolo della lotta per la libertà femminile e per l’affermazione dei diritti dei migranti.
Il centro Casa delle donne migranti “Semira Adamu” nasce a Modena nel 1999, grazie a un primo contributo della Regione Emilia-Romagna come progetto della Casa delle donne contro la violenza, e prosegue poi il suo operato con la partecipazione del Comune di Modena, con l’intenzione di dar vita ad uno spazio sia fisico che simbolico dove le donne migranti possano trovare nello svilupparsi di relazioni con altre donne forza, un sostegno concreto e la possibilità di rielaborare il proprio percorso migratorio, di iniziare un viaggio verso se stesse.

L’accoglienza al femminile si concretizza in colloqui, nella ospitalità temporanea offerta a cinque donne per volta e nei percorsi formativi brevi che le orientino nella ricerca del lavoro e nel raggiungimento della propria autonomia sul territorio, come i corsi di lingua italiana e i laboratori di informatica.
Il Centro, fra le sue tante attività, fornisce anche informazioni sul permesso di soggiorno, legali, o di ordine amministrativo e svolge funzione di mediazione con i servizi locali.

La Casa delle donne migranti risponde all’esigenza sociale che deriva dal mutamento delle caratteristiche dei flussi migratori nel mondo e nella realtà specifica di Modena, caratterizzati da mutamenti di ordine sia quantitativo che qualitativo della migrazione al femminile.
I dati del bilancio demografico aggiornati al 31 Dicembre 2012 registrano la presenza di 85.435 cittadini stranieri sul territorio modenese, dei quali 44.769 sono di sesso femminile. In di più si spostano, e per motivazioni diverse. Le donne intraprendono percorsi migratori non solo come effetti del ricongiungimento familiare, ma anche come protagoniste di una scelta di vita voluta. La partenza diventa allora l’opportunità concreta di un cambiamento, è l’occasione per ricollocarsi all’interno del mondo.

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