Crisi ovale

IMG_1068L’ultima è l’Universal Volley, il team di pallavolo femminile recentemente scomparso tra le polemiche. In estate se l’era vista brutta anche Casa Modena, costretta ad un ridimensionamento e ad una rivoluzione nella rosa.

Volley, ma anche basket, rugby e altri sport a Modena stanno risentendo pesantemente degli effetti di questa crisi che sembra non finire mai.

Un legame, quello tra crisi economica e crisi dello sport, quanto mai stretto. Emblematico il caso del Modena Rugby. Una storia che inizia domenica 10 aprile 2011, quando, superando 32-6 l’Amatori Catania, i biancoverdi si aggiudicano con tre turni di anticipo la promozione in serie A1, il punto più alto della pallaovale modenese dal 2006. L’estate passa, la squadra si rinforza, le ambizioni crescono, ma poco prima del via del torneo alcuni sponsor si ritirano. È l’inizio del declino.

Almer Berselli, presidente del Modena Rugby, cosa è successo nel settembre 2011?

Alcuni sponsor mi hanno comunicato che non sarebbero stati in grado di onorare gli impegni presi. In particolare uno di questi, con il quale avevano un contratto di tre anni, contribuiva in modo sostanziale al mantenimento del club. L’azienda stava andando male, perciò ha deciso di tagliare la sponsorizzazione. Pensi che se fosse rimasto anche solo questo unico sponsor non avremmo problemi ancora oggi.

Quali erano i progetti del club?

Avevamo appena chiuso un ciclo di tre anni, durante i quali avevamo raggiunto il nostro obiettivo: arrivare in A1. Visto che è più difficile arrivare in alto che restarci, negli anni precedenti avevamo fatto notevoli investimenti per raggiungere il girone 1 di serie A, la seconda categoria italiana dopo l’Eccellenza, per poi programmare il futuro puntando sui nostri giovani. L’addio degli sponsor ha accelerato il processo.

Avete mai pensato di avviare un’azione legale?

No, per diversi motivi. Innanzitutto c’era la speranza di poter collaborare in futuro, una volta superato il periodo difficile. E poi eravamo e siamo consapevoli dei problemi delle imprese modenesi. Lo sport sta vivendo con tre/quattro anni di ritardo gli effetti della crisi. In particolare nel rugby sono tantissime le squadre costrette a ridurre il proprio budget e per alcune, come la ritirata San Gregorio, non è bastato. Qualche azienda che continua ad investire nello sport c’è. Penso alla Benetton a Treviso o alla Donelli Vini, il nostro main sponsor, che da 15 anni ci sostiene.

Quanto incidevano gli sponsor nella gestione economica del club?

Arrivavano a coprire circa il 75 per cento dei costi.

E oggi?

Siamo intorno al 50 per cento.

Al resto ci pensa il presidente?

Non del tutto, però posso dire che nel rugby ho messo tanti soldi. Troppi. Non mi ci faccia pensare.

In seguito qualcun altri si è fatto avanti?

Nessuno e la risposta è sempre quella: faccio fatica a mandare avanti la mia azienda, come faccio a sponsorizzare una squadra di rugby? Tutto è legato alla ripresa economica, anche se sono convinto che non sarà più come prima.

In che senso?

Una crisi del genere lascia il segno. Anche quando si saranno riprese, non penso che le aziende saranno disposte a sostenere le squadre nella stessa misura di prima. Per questo le società sportive devono pensare a strategie alternative.

Quale ricetta, se esiste una ricetta, per fare sport ai tempi della crisi?

Investire sul settore giovanile, formare i propri giocatori e valorizzare i talenti. Noi lo stiamo facendo grazie alla collaborazione con il Modena Junior Rugby, la società che gestisce il nostro settore giovanile. Costruire “in casa” la squadra è diventata una necessità. Serve tempo, perché non sempre il settore giovanile offre giocatori di qualità, già pronti per la prima squadra. È quello che è capitato a noi quest’anno. In estate sapevamo che alcuni non erano maturi per un campionato difficile come quello di A1, che sarebbe stata una forzatura farli giocare in prima squadra, ma abbiamo corso il rischio. I risultati non sono stati buoni (il Modena Rugby è ultimo e virtualmente in A2, ndr), ma penso ugualmente che un anno come questo possa servire molto alla squadra e ai singoli giocatori. Ripeto, se hai disponibilità economica puoi permetterti di costruire una squadra competitiva da subito, altrimenti serve tempo e pazienza. Quest’ultima è la strada che abbiamo deciso di seguire.

Immagine di copertina: Twickenham Rugby Statue di @Doug88888 (in licenza CC)

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