Conoscersi a Tokyo

Lavorando in un bar giapponese ho scoperto che, circa una volta ogni due mesi, si tengono speciali party per gente che vuole incontrare nuove persone. La festa dei single, per rimorchiare, la festa degli amici, per allargare la cerchia dei conoscenti e così via. Portare avanti relazioni di qualsiasi genere a Tokyo sembra difficilissimo, perché distanze logistiche e impegni lavorativi creano spesso il vuoto attorno alle gente. Tutte le sere i banconi dei bar sono affollati da persone che bevono sole, alla fine di una lunga giornata lavorativa.
Inimmaginabile per noi italiani.
Puntualmente durante queste feste mi commuovo. Molti arrivano soli, chi in ghingheri, chi all’ultima spiaggia, altri portano un amico/a (che quasi sempre è un collega) più brutto/a, certi di avere una spalla. All’inizio nessuno parla, la tensione è palpabile, poi al terzo bicchiere si inizia a chiacchierare, ridere, scherzare su banalità e infine, sciolti dall’alcool, qualche fortunato si azzarda a scambiare il numero di telefono o il contatto facebook. A volte una cartomante, passione dei giapponesi, partecipa alle serate, leggendo le carte ai “nuovi amici”.
Tuttavia c’è sempre qualcuno che rimane nell’angolo, senza smettere di bere, come c’è sempre qualcuno molto fiducioso nei propri mezzi che viene a dichiararmi il suo amore (veri coraggiosi: le straniere alte come me incutono un certo timore).
Tutte le volte, quando il tempo “scade” e il locale si svuota (a un cenno degli organizzatori se ne vanno tutti nel giro di 2 minuti) io rimango lì, turbata dalla tristezza di queste relazioni artificiali. Ma forse la mia è solo invidia, visto che in 7 mesi in Giappone di amici non ne ho trovato neanche uno.toky1

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