Come se fosse la prima volta

Trent’anni fa un gruppo di giovani, partecipando a un corso di avviamento al giornalismo, ha dato vita a “Note Modenesi”. La rivista aveva una duplice finalità: realizzare un momento di pratica giornalistica ed essere uno strumento di aggiornamento e di formazione politica per chi seguiva l’attività culturale del Centro Francesco Luigi Ferrari.

Anche allora, a cavallo tra il 1982 e il 1983, si viveva un tempo di crisi, e in un suo editoriale Luigi Paganelli scriveva: «“Note Modenesi” tenta di diventare pian piano, attraverso le fresche sensibilità dei suoi giovani redattori, occhio più disincantato e voce più chiara per capire e far capire meglio i problemi» che la provincia di Modena, e il resto del Paese, vivono.

In trent’anni, grazie all’impegno di tante persone, il Centro Ferrari attraverso l’attività di ricerca e approfondimento, ha continuato ad essere una voce critica della società, una critica non fine a se stessa ma aperta a nuove proposte. Crediamo che questa esperienza non vada trascurata, ma anzi ammodernata.

In occasione di questo felice trentennale abbiamo deciso di fare un altro passo avanti e di lanciarci nella nuova avventura multimediale. Lo facciamo consapevoli dell’importanza e dell’efficacia dei nuovi linguaggi – è emblematico che una delle più importanti riviste al mondo, il settimanale americano Newsweek, abbia deciso col nuovo anno di interrompere la versione cartacea per dedicarsi esclusivamente all’informazione on-line – ma anche delle difficoltà che il settore della comunicazione, in Italia e nella nostra regione, sta vivendo.

Il lettore che accetterà di percorrere questa nuova avventura assieme a noi, avrà modo giorno dopo giorno di orientarsi nella struttura che il sito di Note Modenesi assumerà. Gli articoli di approfondimento, i reportage e le interviste che vi proporremo, saranno il frutto di un lavoro collegiale fatto durante le riunioni di redazione. Abbiamo dedicato inoltre uno spazio (i blog) alle opinioni, un luogo di confronto, dialogo e partecipazione. Avremo un ampio spazio video, per dare evidenza a fatti, avvenimenti e persone che, per diversi motivi, non salgono agli onori della cronaca.

Per troppo tempo c’è chi ha pensato che si potesse raccogliere senza arare, seminare e coltivare il campo. Quello presente appare il momento più opportuno per la semina, correndo consapevolmente il rischio che saranno altri a beneficiare del raccolto. Dopo trent’anni è come se fosse ancora la prima volta.

7 risposte a “Come se fosse la prima volta”

  1. Ottima iniziativa che mi auguro aperta alle “lettere” dei lettori.
    Grazie per il vostro impegno.
    Angelo Fregni un carpigiano in esilio, pensionato felice e Presidente di Excalibur Soc. Coop. Sociale

  2. Complimenti per la nuova iniziativa. E’ una voce interessante e utile.
    Tanti Auguri di un buon successo.

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