Chiavi da punjab

La generosità e l’altruismo hanno anche un valore economico.
Uno scooter vale circa 3.000 euro. Un pieno di miscela intorno a 10 euro (anche 12 va’). L’assicurazione lo scorso anno è costata 387,34 euro. Un lucchetto blocca disco circa 32 euro (iva inclusa). Un casco Jet nero con visiera 120 euro e un altro casco senza visiera 50 euro (facciamo 30 euro perché è vecchio). Un paio di guanti in pelle… boh, sono un regalo. L’altro giorno ho risparmiato circa 3.581,34 euro.
Per una banalissima e stupida distrazione, ho dimenticato le chiavi attaccate al motorino, posteggiato per 4 giorni nei pressi della stazione dei treni di Bologna. Se me l’avessero “portato via”, al valore dello scooter & c. avrei dovuto aggiungere: circa mezza giornata tra telefonate, code al posto di Polizia, all’assicurazione… La cortesia di un negoziante arabo della zona mi ha permesso di risparmiare soldi, mi ha tolto diverse rogne burocratiche, mi ha evitato ore e giorni di malumori.
IMG_8529“Chiavi da punjab” è il semplice biglietto che mi sono trovato attaccato al parabrezza del motorino. Come semplice è stato il gesto di Zahid che ha notato il mazzo di chiavi, l’ha preso in custodia, mi ha segnalato il suo numero di telefono per contattarlo.
Questa storia non ha a tutti i costi un senso o una lezione. A me ha, però, fatto riflettere su questa crisi che ci accompagna da oltre quattro anni.
Risparmiare è certamente un buon antidoto alla crisi. Ma non basta. La generosità (e l’altruismo), oltre ad essere un buon sostituto dell’austerity, infonde un senso di ottimismo e incoraggia all’azione. E’ quindi un virus benevolo che potrebbe accompagnare le politiche del rigore che ci stanno propugnando a livello europeo, nazionale e locale.

Mi vengono in mente altri esempi. Se tutti i padroni di cani raccogliessero gli avanzi del proprio “amico del cuore” eviterebbero di rendere infelice qualche passante distratto e incolpevole; libererebbero inoltre alcuni operatori ecologici che al posto di spazzare i marciapiedi potrebbero per qualche ora al giorno tinteggiare le pareti di qualche palazzo per rendere più divertente la città.
Se tutti parcheggiassero la propria auto “solo” negli spazi consentiti, gli autisti dei bus non sarebbero costretti a praticare manovre aereospaziali, a bruciare i semafori rossi e a schizzare i passanti quando piove.
Se tutti andassimo in bicicletta, il sindaco si troverebbe costretto a realizzare nuove piste ciclabili… senza scioperi, manifestazioni e minacce.
I cassintegrati potrebbero vivere questa fase drammatica della propria vita non “da singoli”, ma “insieme”: fare gruppo, parlarsi, inventare nuovi modi per sostenersi a vicenda, avviare dei gruppi di acquisto solidale, darsi un passaggio in macchina per risparmiare sulla benzina, organizzare cineforum in casa per risparmiare sul biglietto del cinema…

Un po’ di esempi per la mia categoria. Se tutti i giornalisti, fotografi e cameraman si mettessero in fila ordinata e – senza bisogno di nuove leggi, decreti o regole – rispettassero le esigenze degli altri, si eviterebbero quei “mucchi vergognosi” attorno al politico di turno e lo si costringerebbe a rispondere alle domande e non a difendersi dall’assalto svincolandosi. Se tutti i giornalisti precari, sottopagati e sfruttati, denunciassero i propri aguzzini (ops, i propri editori e direttori… la “Carta di Firenze” per esempio lo prevede) un po’ di pulizia nel settore arriverebbe automaticamente, senza scomodare rivoluzionari, detrattori dell’Ordine dei Giornalisti o altro.

Per “aggredire” la crisi basta anche un semplice gesto, un biglietto sul parabrezza.

2 risposte a “Chiavi da punjab”

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