Cercasi disperatamente un Batman per Gotham Italy

dylan dogQuest’Italia di vigilia elettorale? Sa un po’ di Gotham City. Anzi, Gotham Italy. Magari non così violenta come la città di Batman, ma certo molto cupa. Sfiduciata e con ben poche speranze per il futuro. Talmente malmessa da richiedere, per essere riportata in carreggiata, interventi speciali. E mica roba da tutti. Servirebbero davvero dei supereroi. O anche solo eroi. Seppure da fumetto. Per il futuro governo vedrei bene, che so, Batman Ministro dell’Interno, Capitan America alla Difesa, Zio Paperone all’Economia (magari coadiuvato da Paperino, per compensazione). Tex Willer laddove non ti aspetteresti, al Welfare. Con un impegno preciso: “una bistecca alta due dita e una montagna di patatine” per tutti. E potrei continuare fino a comporre tutta la squadra di governo: Corto Maltese agli Esteri e Mafalda alle Pari Opportunità. Tiramolla ai Rapporti col Parlamento… Naturalmente Superman come Superpremier. Superlativo a partire dal nome.

Sciocchezzuole? Un po’ sì e un po’ no. Sì, perché la fantasia al potere non è mai andata oltre lo slogan sessantottino. No, perché questa voglia di “eroi” da contrapporre al panorama desolante di una classe politica che, complessivamente, sembra una parodia malriuscita dei Simpson, probabilmente percorre davvero l’anima di questo Paese. E i numeri che raccoglierà quel comico Don Chisciotte del Terzo millennio che è Beppe Grillo, comunque la si pensi su di lui – e io non ne penso certo bene – saranno lì a dimostrarlo.

Ma più che il fenomeno Grillo, a segnalarmi questa supposta voglia di eroi, è stata la comunanza di almeno tre campagne (anzi, due e mezzo) in qualche modo riconducibili a questo comune denominatore. La prima, la più celebre, quella di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, assurta agli onori della cronaca anche per la diffida di Bonelli dall’utilizzo di Dylan Dog. Ma sui manifesti di RC non è finito solo l’indagatore dell’incubo. Nel curioso Pantheon political-fumettistico di chi ha pensato la campagna del movimento dell’ex magistrato, ci sono i più disparati campioni del fumetto mondiale: dal mitico Corto Maltese di Hugo Pratt a Spiderman, e tanti altri. Perfino Kenshiro, pronto a battersi fino all’ultimo respiro contro l’abolizione dell’articolo 18. Chissà con quali tecniche segrete

arciDa Arci Modena invece, è partita una bella campagna poi ripresa dalla stessa Arci a livello nazionale. Claim: “Nessun supereroe, solo persone vere”. Nel manifesto, uno sfigatiello qualsiasi, “uno di noi” evidentemente, che si spoglia e mette a stendere i panni da superhero. “Lo spunto ce lo ha offerto proprio la campagna di Ingroia” mi ha spiegato Michela Iorio dell’Arci modenese. D’accordo, il riferimento al bisogno di eroi in questo caso è in negativo, ma il campo di gioco è sempre lo stesso. Con la speranza che qualcuna di queste persone vere,  in qualche lista bloccata grazie alla meravigliosa legge elettorale che ci ritroviamo, sia riuscita a infilarcisi dentro. Tocca ripescare il solito Battisti/Mogol: “Chissà, chissà chi sei/ chissà che sarai/ chissà che sarà di noi/ lo scopriremo solo vivendo“.

Ultimi e certamente nemmeno paragonabili per importanza ai due illustri esempi di cui sopra (ma con l’ambizione segreta di aver colto il sentimento profondo e trasversale dell’anima italica di quest’ultimo periodo), proprio noi di Note Modenesi con le nostre copertine, eroiche solo ironicamente, ad accompagnare le interviste ad alcuni dei candidati modenesi al prossimo parlamento. Con un Carlo Giovanardi in versione John Wayne di Sentieri Selvaggi,  Davide Torrini à la Cico, fedele compagno Zagor Casini, i quattro super-vincitori delle primarie PD del 30 dicembre scorso e infine Massimo Mezzetti di SEL, naturale interprete di una versione gauchiste di Capitan America, ovvero Kaptain Left, con K d’antan e stella rossa d’ordinanza. Un gioco naturalmente. Speriamo piacevole.

La sostanza però resta. E il cerchio va chiuso. Perché, che si tratti di improbabili eroi, inesistenti supereroi o auspicabili “persone vere”, il succo è che senza un cambio radicale di registro di questo Paese, a partire da tutti noi (col voto, ma non basterà di certo) e dalla classe politica che ci rappresenterà nella prossima legislatura, qui si va a carte e quarantotto. E hai voglia, allora, a proiettare il bat-segnale del pipistrello contro il cielo nero di Gotham Italy. Perfino Batman si sarà già trasferito altrove, ormai convinto che più che cambiare il Paese, è meglio cambiar Paese.

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