Non sempre basta un clic

Il ruolo dei social network sta acquisendo sempre più importanza sul tavolo dell’informazione globale e i social media non sono più sottovalutati. Si può azzardare a dire che la democrazia è a portata di clic?

 

«Le campagne politiche ne tengono conto, le strategie di marketing aziendali ne tengono conto, le indagini di mercato ne tengono conto, l’economia ne tiene conto» spiega Riccardo Cavalieri, che dalla fine degli anni Novanta si occupa di consulenza informatica, sviluppo di applicazioni web e siti internet, collabora con il Comune di Modena per la diffusione delle nuove tecnologie ed è autore di diversi libri di informatica.

«In molti eventi di cronaca, come dimostrano i paesi colpiti dalla primavera araba o gli stessi disordini londinesi, i social media hanno giocato un ruolo importante e sono stati utilizzati dalle persone per influenzare in un modo o nell’altro l’origine e il cambiamento stesso degli eventi. Il fattore comune ai social media è la capacità di diffusione immediata e su larga scala dell’informazione. Questa diffusione porta nuova informazione, a volte perfino cambiamenti. Con ciò, non credo si possa parlare di democrazia a portata di clic, ma preferisco credere che siano nuovi strumenti, con un grande potenziale, che è necessario conoscere».

Questa è davvero democrazia o un banale palliativo per dar sfogo ai pensieri delle persone, facendo credere loro di essere ascoltate, capite, garantite nella loro libertà d’espressione? «Potere esprimere il proprio assenso o dissenso – continua Cavalieri – è apprezzabile, significa libertà d’espressione anche se però non ritengo questo concetto avvicinabile ad una idea compiuta di democrazia. La libertà d’espressione non è che uno dei tanti aspetti che formano la democrazia».

Il punto focale della questione, secondo l’esperto informatico, è se questa vera o presunta democrazia online possa influenzare lo stato reale. Quali sono i pro e i contro della democrazia telematica? «Oggi Internet è consultabile su Tablet, le news si leggono sugli Smartphone, e, a breve, immagino ogni casalinga far scorrere il dito su un quadretto digitale appeso al muro della cucina per consultare con un dito le ricette del giorno o i fatti di cronaca. Se la rete è quanto mai preziosa in consultazione, non bisogna dimenticarsi di essere anche lì cittadini attivi, producendo contenuti degni di valore e capaci di durare nel tempo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *